Wanted


Scritta da aytin il 14-07-2008

Come ti reinvento Matrix (ah ah ah)




Sei uno sfigato.
Ti stressano sul lavoro.
Il tuo miglior amico ti ciula la fidanzata.
E soprattutto non esisti su google.
La tua vita va a rotoli, cosa mai ti può riservare il futuro?
Ma quello di essere uno spietato killer dai superpoteri, è ovvio.

Il nostro eroe intuisce di avere una qualche dotazione fuori standard. Una  muta signora Pitt (10 battute in tutto il film, mi pare) glielo conferma e inizia la sua corsa verso l'autocoscienza (dopo aver mandato a cagare l'odiosa capoufficio e aver rotto i denti all'ex migliore amico).

Ovviamente il percorso iniziatico che conduce alla maturità si deve svolgere seguendo un allenamento ben preciso, alla Rocky, alla fine del quale il nostro riesce a prendere una spoletta che viaggia ad una velocità pazzesca in una macchina tessitrice (Rocky preferiva le galline), riesce a colpire bersagli impossibili nascosti dietro quarti di bue o di maiale (mah... roba che nemmeno un giocatore di baseball professionista sognerebbe. Rocky si limitava a prenderle a pugni, le carcasse) e soprattutto inizia a menare come un fabbro.

Alla fine dell'"allenamento" e dopo aver preso tante di quelle botte che a James McAvoy hanno fatto sicuramente rimpiangere le torture dell'"Ultimo Re di Scozia", il vecchio e fallito Wesley non esiste più. Ora c'è solo una spietata macchina per uccidere i cui bersagli vengono decisi da un codice definito su un misterioso telaio che stabilisce il termine della vita di un essere umano (e qua i rimandi mitologici si sprecano). E per fortuna finisce il primo tempo.
Nel 2° c'è l'"incredibile" colpo di scena che non vi sto nemmeno a raccontare perché dovrete essere voi a recarvi al cinema e soffrire come ho sofferto io.

In definitiva, un'accozzaglia di luoghi comuni, tatuaggi fighi (a questo punto preferivo quelli di xXx del primo Vin Diesel) all'interno di un canovaccio talmente prevedibile da risultare irritante.

I richiami verso Matrix, sia in termini di struttura del film che di definizione dei personaggi (anche qui abbiamo un personaggio ieratico e dal forte carisma come Morpheus interpretato da Morgan Freeman che tiene le fila del gruppo), sono sfacciatamente evidenti e per fortuna non raggiungono mai la soglia della decenza.
Difficile non rivedere nelle gesta di Wesley quelli compiuti dalla controparte cyber Neo, ma i due sono distanti almeno 2 milioni di anni luce.

Se Matrix aveva raggiunto la perfezione grazie al bullet time, Wanted soffre, come tanti film da botteghino, della sindrome da videoclip. Alcune scene d'azione sono talmente confuse da provocare la distorsione delle pupille. Unica nota tecnica è il ricorso allo stop nel momento topico, molto frequente in "300" per es.
Se Matrix aveva segnato un solco che altri potevano solo percorrere, Wanted prova a tracciarne un altro. Ma senza avere nemmeno l'1% dell'afflato il risultato è tranquillamente dimenticabile.

La considerazione fuori campo a mò di sermoncino del Wesley-Matrix-Style alla fine del film, è la goccia che fa traboccare il vaso e il desiderio di piazzare una pallottola ad effetto nella testina impertinente di Wesley si fa sempre più insistente.

Della serie: non basta una topattrice (?) e una spruzzata di mitologia a reggere una trama zoppicante.

Voto: 0
Originalità: non pervenuta

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