Napoleon Dynamite


Scritta da aytin il 28-07-2008






Se cercate qualcuno che abbia una capigliatura ancora più assurda di Javier Bardem, lo spietato killer di "Non è un paese per vecchi", allora date un'occhiata a "Napoleon Dynamite".

Napoleon vive in un mondo tutto suo e interagisce nel nostro un pò come gli pare.
Caratterizzato da un'ingenuità disarmante, Napoleon fonda proprio su questa ingenuità la sua strategia (inconsapevole) per scardinare le normali convenzioni sociali che lo vorrebbero nerd, sfigato e perdente perché è strano e non veste alla moda.

Alla fine dei conti, Napoleon è meno ingenuo di quello che sembra e non avendo nessun canovaccio da rispettare, finisce per essere molto più spontaneo ed efficace dei suoi compagni di classe che ovviamente lo tormentano sistematicamente.
Napoleon è strano, per usare un eufemismo, vive con la nonna e un fratello. Chi lo frequenta è strano almeno quanto lui.

Kip, il fratello trentenne, discretamente perfido, passa ore ed ore a chattare con una fidanzata virtuale, si accosta ad un'improbabile arte marziale ("Rex Kwon do") e mantiene un incredibile culto del proprio ego.
Pedro, messicano e destinato a diventare il suo migliore amico, conosciuto a scuola giusto perché viene evitato con cura da tutto il resto del genere umano.
Deb, una compagna di scuola con l'hobby della foto, carina e ovviamente stralunatissima che conosce Napoleon mentre cerca di raggranellare qualche spicciolo per il college vendendo ciarpame porta a porta.
Per tacere della nonna, che scompare di tanto in tanto dai nipoti per praticare, a loro insaputa, il suo sport preferito, motocross sulle dune, e incontrare il suo fidanzato. Durante una di queste escursioni si frattura il coccige e toccherà allo zio, un tipo che ostenta un'ingiustificata sicurezza, occuparsi di loro. Nemmeno lo zio sfugge alla regola di famiglia: vive in un camper, abbandonato dalla moglie, promessa (a suo dire) del football, vive di piccoli lavori e non passa giorno che non rimpianga la partita decisiva (persa) in cui doveva decollare.

Sembrerebbe che chi ruoti attorno a Napoleon sia sconfitto dalla vita, una tale manica di perdenti da far pensare che sia impossibile ogni forma di riscatto. Ma alla fine niente riesce ad abbattere l'incrollabile fiducia che ognuno di loro nutre nei propri mezzi.
L'apparente apatia che li fa sembrare dei corpi estranei ad un osservatore distratto, è proprio l'ingrediente che li rende in realtà impermeabili ai fallimenti.

Napoleon Dynamite non è il solito film pruriginoso tipo "La rivincita dei nerds" o "American Pie". E' diverso.
Napoleon sarà fondamentalmente uno sfigato ma, a modo suo, rimane un tipo sveglio. E' cinico e cattivo quando serve, altruista e generoso in altrettanta misura.
E' un istintivo puro, le sue azioni sono dettate unicamente dalla sua volontà, non dal dover dimostrare qualcosa ad altri.
E' questo che lo rende diverso dai film del genere, dove viene tracciato una sorta di percorso iniziatico che porta i protagonisti  dall'adolescenza (imbranatissima) alla maturità (vincente anche per loro).
Napoleon rimane uguale a se stesso (è uno sfigato all'inizio e tale rimane fino alla fine) per tutta la durata del film, lo lasciamo esattamente come lo abbiamo trovato anche se, alla fine, i nostri eroi riescono a raggiungere tutti i loro obiettivi.
Nel dvd date un'occhiata alle scene tagliate. La scena dell'acquisto dell'abito di Napoleon è esilarante.

Una piccola nota va fatta per il doppiaggio.
Data la natura "particolare" del portagonista, evidenziata anche dal suo modo di parlare, il film rende meglio se visto in lingua originale, per quanto il doppiaggio faccia del suo meglio (non sono come CereS. Mi sono aiutato con i sottotitoli :)).


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